No alla mafia. Bardolino a Firenze
Aggiornato al 12 aprile 2016

Firenze. Centocinquantamila: un fiume di persone ha invaso Firenze, sabato scorso, raccogliendo l’invito dell’associazione Libera in memoria delle vittime di mafia. Sono arrivati da tutta Italia, con centinaia di autobus e anche con un treno speciale per dire no alla criminalità, per unirsi all’impegno dell’associazione guidata da don Luigi Ciotti che dà voce alle richieste “troppo spesso” inascoltate dei tanti familiari delle vittime. “Non uccideteli una seconda volta”, è il messaggio forte e chiaro arrivato dal serpentone del capoluogo toscano e ripetuto più volte da don Ciotti. Alla manifestazione ha partecipato anche il Comune di Bardolino presente con il gonfalone e l’assessore alla cultura Marta Ferrari. A leggere “per non dimenticare” i nomi delle vittime tanti personaggi: il ct della Nazionale Cesare Prandelli e la segretaria della Cgil Susanna Camusso, diversi sindaci tra cui quello di Firenze Matteo Renzi e di Bari Michele Emiliano, ma anche i tanti familiari delle vittime (600 quelli arrivate a Firenze), magistrati e forze dell’ordine impegnati nella lotta alla mafia. “Essere qui oggi significa non dimenticare, far ricordare. E’ un problema di tutti, non di poche persone”, ha affermato Prandelli prima di salire sul palco. “Il lavoro è tra le prime vittime della criminalità organizzate e la legalità è il tessuto fondamentale verso cui andare”, ha ricordato Susanna Camusso. “La vostra lotta – ha affermato dal palco il Premio Nobel per la pace Perez Esquivel – è anche la nostra lotta, siamo uniti per un mondo migliore. E quando si vede questa moltitudine di gente si capisce che c’è speranza per sconfiggere la mafia. Anche noi abbiamo resistito grazie al fatto di essere rimasti uniti”. “La mafia è come la peste. Dobbiamo unire ciò che le mafie e i potenti vogliono dividere”, e’ il richiamo di don Ciotti che ha ripetuto in più occasioni, e non solo sul palco della manifestazione, il suo messaggio ai politici: ‘Mi auguro che le Camere si diano una mossa e si trovi il modo di governare perchè abbiamo bisogno di risposte chiare”. “L’iniziativa di Firenze rappresenta un segnale di speranza e di determinazione che si rinnova ogni anno”, ha scritto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo messaggio inviato a don Ciotti, presidente di Libera. “L’Italia – ha aggiunto Napolitano – ha sempre saputo trovare, nei momenti difficili della sua storia, la forza di reagire alle avversità, attingendo al suo straordinario patrimonio di civiltà di cui Firenze è esempio indiscusso”. Un pensiero a Libera e alla manifestazione di Firenze è arrivato infine anche dalla neoeletta alla Camera Laura Boldrin.

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